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PRIME NOTIZIE SULL'AFFIDO FAMILIARE

Cos'è

L’affido familiare è un servizio previsto dalla legge che si rivolge a bambini e ragazzi fino ai 18 anni, momentaneamente privi di cure adeguate, che vengono affidati, per un determinato periodo di tempo, a una famiglia affidataria. I bambini e ragazzi affidati possono essere italiani o stranieri, con situazioni di diversa gravità. Gli affidatari possono essere coppie con o senza figli o persone single. Non sono previsti dalla legge vincoli di età o di reddito. L’unico requisito essenziale per accogliere un minore è che l’intero nucleo familiare, figli compresi, abbia nella propria casa o nella propria vita spazio e disponibilità ad accompagnarlo in un percorso di crescita sereno ed equilibrato. L’obiettivo principale dell’affido familiare è quello di favorire il rientro del minore o adolescente affidato nel suo nucleo familiare di origine.

Tipologia

La legge prevede un periodo massimo di due anni prorogabili solo dal Tribunale per i Minorenni. La durata dell’affidamento è valutata in base alle singole situazioni. L’affidamento può essere:

  • consensuale, quando i genitori sono concordi con il provvedimento
  • coatto, quando non vi è il consenso dei genitori naturali.

Quanto all'intensità può essere:

  • residenziale, quando il bambino trascorre con gli affidatari giorno e notte e mantiene rapporti periodici con la famiglia d’origine.
  • diurno, quando il bambino trascorre solo parte della giornata con la famiglia affidataria, ma la sera torna a casa dai suoi genitori.

Chi propone l'affidamento

L’affidamento familiare viene proposto dal servizio sociale per la tutela dell’infanzia o deciso dal giudice minorile, in collaborazione con l’eventuale associazione di riferimento degli affidatari.

Come si diventa affidatari

Ci si rivolge al servizio sociale per ottenere le informazioni necessarie e intraprendere un percorso di preparazione , che si conclude con l’inserimento degli affidatari “idonei” in un apposito elenco ufficiale tenuto dal servizio sociale. L’affido familiare risulta ancora oggi una misura poco praticata, conosciuta e utilizzata in Campania, come nel resto d’Italia, nonostante la nostra Regione sia ben attrezzata dal punto di vista normativo e di indirizzo programmatico.

Dal punto di vista normativo

Le linee d’indirizzo regionali per l’affidamento familiare approvate con Deliberazione n. 644 del 30 aprile 2004 (pubblicate sul B.U.R.C. n. 26 del 24 maggio 2004), vanno a sostenere la misura dell’affido familiare come misura alternativa alla collocazione dei minori in strutture di accoglienza residenziale e semiresidenziale, per realizzare infine un “Albo di famiglie disponibili e formante”. Con le Linee di indirizzo, la Regione Campania riconosce e sostiene il diritto del minore a crescere ed essere educato nell’ambito della propria famiglia, intesa come risorsa primaria indispensabile per il suo benessere e la sua crescita psico-fisica. Quando il nucleo familiare non è in grado di provvedere temporaneamente alla crescita e all’educazione del minore, è possibile ricorrere, a seconda dei casi e delle specifiche esigenze, all’affido familiare in famiglie preferibilmente con figli, o a persone singole. Nella deliberazione n. 644/2004 vengono individuate e regolamentate le seguenti tipologie di affidamento familiare:

  • affidamento temporaneo etero ed intra – familiare;
  • affidamento sine die;
  • affidamento part time.

Inoltre, le azioni di sostegno a favore di famiglie multiproblematiche sono ricompresse nell’area “promozione e sostegno alle responsabilità familiari” individuata dalla Regione Campania e comprendono, tra gli altri interventi, come servizi prioritari: la costituzione di equipe sull’affido e sull’adozione e interventi per il sostegno alle coppie affidatarie e adottive.

Per approfondire